I Centri Raymond Gledhill sono Strutture Sanitarie Private in parte Accreditate col Servizio Sanitario Nazionle.
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e-mail: segreteria@gledhill.it
Anche se i non esperti le chiamano comunità terapeutiche, i Centri Gledhill di fatto sono presidi terapeutici espressamente specializzati nel recupero di persone con Disturbo Borderline di Personalità (DBP) e Disturbo Post Traumatico da Stress Complesso (DPTS-C). L'approccio è definito Trattamento di Socioterapia Integrata (TSI); ovvero un intervento indicato nei casi in cui precedenti trattamenti individuali non abbiano prodotto integrazione identitaria stabile.
Nei quadri di Disturbo Borderline di Personalità medio–grave e di Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso (DPTS-C), la sofferenza clinica coinvolge simultaneamente organizzazione dell’identità personale (inclusi disturbi dell’identità di genere, trans e transgender), attaccamento e funzionamento sociale quotidiano. La disregolazione emotiva rappresenta l’espressione fenomenica di una più ampia disorganizzazione del Sé relazionale. In tali condizioni, il trattamento esclusivamente individuale può risultare insufficiente a produrre una trasformazione strutturale stabile.
L’EMDR, riconosciuto come trattamento efficace per il PTSD (Shapiro, 2001; WHO, 2013) nel DPTS-C, non è sufficiente. Infatti, in questo importante disturbo dell'identità e dell'intensità emotiva i traumi ripetuti non sono soltanto memorie disfunzionali da rielaborare; sono un'organizzazione relazionale interiorizzata che ha modellato e continua a mantenere fuori tempo e fuori luogo una narrativa autobiografica fortemente negativa di sè che condiziona le aspettative interpersonali e la regolazione dell’autostima. Nei casi in cui l’elaborazione del trauma è appropriato questo non è sufficiente al cambiamento delle convinzioni negative di sé stessi per il quale è richiesto un contesto relazionale ripetuto, prevedibile e strutturato capace di sostenere integrazione identitaria e stabilizzazione dell’attaccamento.
Il modello delle tre reti cerebrali (Menon, 2011) offre una cornice interpretativa coerente. Nei traumi relazionali ripetuti si osserva una disfunzione dinamica tra Default Mode Network (DMN), associata alla costruzione della narrativa del Sé; Salience Network (SN), implicata nella rilevazione della minaccia; e Central Executive Network (CEN), deputata alla regolazione cognitiva e all’agency. Nei quadri complessi, la DMN può sostenere un’autobiografia negativa o frammentata, la SN mantenere uno stato di iperattivazione relazionale e la CEN risultare funzionalmente inefficace nei momenti di intensa attivazione emotiva. Evidenze di neuroimaging suggeriscono che interventi psicoterapeutici e contesti relazionali stabili e sicuri siano associati a modificazioni della connettività funzionale tra queste reti e a una migliore integrazione dinamica (Raichle, 2015; Fonagy & Luyten, 2016; King et al., 2016). Studi sulla regolazione sociale dello stress mostrano inoltre che la presenza di relazioni significative riduce l’attivazione neurale della minaccia (Coan et al., 2006).
Il Trattamento di Socioterapia Integrata si colloca nella tradizione delle Comunità Terapeutiche Democratiche sviluppate a partire dall’esperienza britannica (Jones; Haigh, 2013; Dolan et al.), integrate con metodologie evidence-based contemporanee. Il fattore terapeutico primario non è la singola tecnica, ma la cultura operativa del gruppo, fondata sull’equilibrio dinamico tra norme (confini e responsabilità), empatia (rispecchiamento e regolazione condivisa) e coesione (appartenenza reale). È tale equilibrio a rendere possibile una maturazione dell’identità sociale e una progressiva stabilizzazione dell’autoregolazione emotiva nel contesto relazionale concreto.
L’implementazione del TSI richiede formazione teorico-pratica specifica dell’intero staff, supervisione clinica continuativa e coerenza operativa condivisa. Non si configura come protocollo tecnico isolato, ma come sistema ambientale integrato nel quale il campo sociale democratico costituisce il principale agente trasformativo.
In cosa consiste il programma terapeutico TSI ?
Il TSI in pratica è l'approccio anglosassone di Socioterapia democratica di Maxwell Jones (oltre 70 anni di storia di recupero) sapientemente integrato con varie attività di gruppo di provata efficacia (“evidence based”). Attività di derivazione cognitivo comportamentale americane come STEPPS, programma d'addestramento per il controllo dell'intensità emotiva (STEPPS-ITALIA.IT in italiano); EMDR, per l'elaborazione di esperienze traumatiche nel periodo dello sviluppo psicoaffettivo; Schema Therapy, per la modifica di convinzioni e giudizi errati e falsi su se stessi.
NB Alcune di queste terapie sono prestazioni specialistiche non tutte in convenzione col servizio pubblico.
Peculiarità dell'approccio del Centro Raymond Gledhill
Al primo colloquio la presentazione dei suddetti "disturbi" è valutata, ai fini dell'inserimento, anche con l'ausilio di test neurofisiologici non invasivi. Tuttavia, non si applica il modello medico per aiutare gli utenti: chi entra nel programma non è considerato e trattato come 'malato', bensì come 'persona' con problemi emotivi e psicologici importanti che un gruppo di suoi pari sa comprendere e aiutare, e, se non a risolvere definitivamente, a gestire in maniera funzionale. Infatti, la storia insegna (es. AA) che un gruppo di persone con problemi dello stesso tipo sa riconoscere, comprendere e rispondere meglio di altri cosiddetti 'sani', ai bisogni di chi ha esigenze, problemi e comportamenti disfunzionali (similia curantur).
Qual è lo specifico del trattamento di recupero?
Il programma è intensivo residenziale. Non ci sono capi che comandano. Ognuno risponde all'autorità del gruppo della comunità di convivenza; ovvero, dei compagni di percorso che insieme si danno regole per garantire rispetto, libertà e sicurezza nell'ambiente di vita. Ognuno ricopre ruoli terapeutici, ovvero ruoli di utilità e di responsabilità decisionale nell'interesse di tutti. Non ci sono rapporti uno a uno con un terapeuta di riferimento. Si cerca di evitare forme di dipendenza da singole persone perché ostacolano l'esperienza particolare di vivere fino in fondo, un rapporto con l'ambiente nel suo insieme: un ambiente che D. Winnicott chiamerebbe 'buono abbastanza'.
Perché si preferisce la terapia d'ambiente a quella individuale?
Quando si cresce, ognuno di noi assorbe (si identifica con) non solo persone significative, ma anche la cultura, l'atmosfera e lo stile dell'ambiente di appartenenza (es. sicurezza vs. pericolo). Crescere con confini chiari di sicurezza, rispetto, privacy e integrità permette all'istinto sociale dell' "Attachment" di svilupparsi e diventare guida per legami sociali stabili e sofddisfacenti futuri e relazioni intime durature.
L'ambiente sociale/familiare delle persone con DBP e DPTSc (Disturbo post Traumatico da Stress Complesso) a suo tempo, non ha potuto fornire a sufficienza le risorse indispensabili per il senso di fiducia e l'equilibrio psicologico. Il TSI mira proprio a fornire questo tipo di vissuto, impalpabile, che va al di là di un'auspicata esperienza correttiva individuale... e fa la differenza.
Contatto e prima visita
La persona addetta alle telefonate dal lunedì a venerdì, preferibilmente nella fascia oraria 9.30 - 11.30, acquisisce i dati e fornisce le indicazioni necessarie per far fissare, eventualmente, all'amminisrtrazione un appuntamento per la prima visita/colloquio specialistico. Quest'ultima è una consultazione specialistica privata e completa, molto particolare e molto apprezzata dagli utenti. Infatti, le modalità del colloquio hanno già valore terapeutico perchè individuano sia le radici del disagio, sia gli aspetti sani della personalità, indipendentemente dal grado di patologia psichiatrica presentata. Si individuano carenze o ostacoli allo sviluppo armonico della sua personalità e pure eventi di vita della persona che potrebbero richiedere anche trattamento specialistico mirato, es. con EMDR.
Qual è il ruolo dei familiari nel TSI?
Ai membri della famiglia dell'utente è chiesto di fare un passo avanti e uno indietro. Si chiede, cioè, da un lato, un passo avanti nel farsi accompagnare settimanalmente dalla Responsabile dei Rapporti con i Familiari a rendersi disponibili al cambiamento delle convinzioni e dei punti di vista del proprio ruolo per i figli. Dall'altro, il passo indietro è ridurre quanto più possibile il coinvolgimento personale nei vissuti dei figli durante il limitato periodo del percorso residenziale. Per esempio, optando per comunicazioni epistolari al posto delle e-mail, e limitando al massimo l'uso di telefonate e del tempo al telefono. Specialmente, in vista del fatto che ogni ultimo sabato del mese tutti i residenti e i parenti degli utenti si incontrano dentro la struttura per condividere i propri contributi e poi rimanare a pranzo.
Procedura d'accesso al programma
Questa prevede test di pre-ingresso e un colloquio individuale col medico psicoterapeuta responsabile del pre-accoglimento. Secondo l’esito del colloquio, oppure ove si richieda un periodo di preparazione, è possibile sia l’inserimento diretto, nella stessa giornata, oppure il passaggio al gruppo di preparazione. In quest’ultimo si illustra la cultura del posto e si danno suggerimenti sull’adattamento necessario alle prerogative del programma di Socioterapia Integrata.
Gruppo di preparazione
Il candidato partecipa insieme ad altri potenziali compagni ad un’attività di gruppo parallela di minicomunità con valenza terapeutica sin dall’inizio. In seguito, dopo l'accoglimento, il periodo di prova di un mese consente ad entrambi, comunità e utente, di stabilire e rafforzare la motivazione e consolidare un’alleanza terapeutica.
Dove opera il Centro Raymond Gledhill?
La Struttura di Marino Laziale è autorizzata per 20 posti letto dei quali 16 Accreditati con il Servizio Sanitario della Regione Lazio. Altri 10 posti letto Accreditati si trovano nella Struttura Gledhill al Colle di Lanuvio. Entrambe sono gestite dalla omonima Coop ONLUS e hanno come meta il "Recovery" (avvio di progetti di vita nuova) in tempi variabili dai 3 ai 18 mesi (tempi medi attuali 211 giorni).
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